
Quando si parla di buono o cattivo, possiamo farlo in termini morali o non-morali. Possiamo infatti parlare di una buona vita o di una vita buona e solo nel secondo caso intendiamo dare un giudizio morale sulla condotta della vita, mentre nel primo la felicità della persona, può non dipendere dalla persona stessa. Nel corso della sua storia, la moralità si è occupata di coltivare certe disposizioni dell'uomo, tra cui figurano certamente il carattere e la virtù.
l'etica della responsabilità consiste nel fatto che poiché il futuro si prospetta nella sua incertezza l'uomo politico dovrebbe rispondere delle conseguenze delle proprie azioni che hanno un peso sulla vita dei propri simili, attraverso lo scontro politico, ma questo lo diceva quell'ignorantone di Max Weber
La responsabilità la possiamo riassumere così in tre modi fondamentali:
dicendo che una persona è responsabile
dicendo che una persona X è responsabile di un'azione Y
dicendo che una persona X è responsabile di un'azione Y, intendendo con Y qualcosa ancora da farsi, intendendo quindi che la persona X ha la responsabilità di fare Y.
Il problema è: "a quali condizioni è corretto giudicare o dire che X è responsabile di Y?" Ci sono convenzionalmente due condizioni necessaria tramite le quali possiamo definire X responsabile:
che X sia abile a compiere Y
che X faccia Y
Ora, il problema è: queste condizioni sono necessarie. Ma sono anche sufficienti? Aristotele riteneva che un soggetto è responsabile nel momento in cui
la causa dell'atto è interna al soggetto, cioè se il soggetto non è costretto ad agire da qualcuno o qualcosa di esterno l'atto non è risultato dall'ignoranza, cioè se il soggetto è anche cosciente dell'azione che compie.
Il nostro Silvio probabilmente è cosciente ed immorale, va oltre la teoria e questo è eccezionale!!!


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