
Il comportamento “Politically correct” vorrebbe che l'opinione pubblica non fosse creata o pilotata dalle amministrazioni o dai partiti, ma vorrebbe che si formasse in seguito ad un dialogo nelle agorà popolari. Questo significa che il senso comune dovrebbe nascere spontaneo dalle azioni dei politici reggenti, dalle loro scelte si dovrebbe formare un consenso o un dissenso sul loro operato.
Se apriamo il portale politico troviamo censiti i luoghi virtuali della vita politica del nostro paese.
Per non dilungarci troppo prenderemo solo alcuni partiti maggiori coinvolti nella vita del nostro “Bel Paese”.
Secondo Politicaonline.net Alleanza Nazionale conta duecentoventotto tra siti web e portali, i Democratici di Sinistra e la Margherita duecentosessantanove, Forza Italia settantanove, L'Italia dei Valori sei5, L' UDC trentadue, la Lega Nord cinquantuno, Partito della rifondazione Comunista centonovantatre, il Partito Radicale quarantaquattro.
In totale ottocentonovantadue spazi della politica virtuale, volti a creare opinione pubblica; questi numeri sono però solo quelli censiti dal portale soprannominato, se apriamo per esempio il sito ufficiale del Partito di Rifondazione Comunista, che in questa legislatura è addirittura fuori dall'azione parlamentare vediamo che i suoi unici link sono quelli agli altri siti del medesimo partito e sono duecentoquarantanove, una cinquantina in più di quelli censiti da Politicaonline.net; se prendiamo Forza Italia, ad esempio, notiamo che attraverso un perverso giro di pagine web che vanno di link in link, si arriva ad una pagina che mostra tutti i Siti Azzurri(house organ del partito di Forza Italia) i quali contano solo nel nord Italia centotrentasette siti.
Questi sono solo due esempi di quanto la struttura politica nel web italiano sia articolata.
A proposito del discorso relativo alla formazione dell'opinione pubblica, risulta chiaro all’apertura di una qualunque di queste pagine che lo scopo non è l'informazione sul proprio operato, bensì creare una rete persuasiva complessa che sia così estesa da non riuscire a sfuggirne. Inoltre l'opinione che il pubblico si forma nella propria mente, per essere corretta, dovrebbe avere una visione globale dei fatti, dovrebbe esserci il “famoso” contraddittorio, ma in questi link politici non esiste nulla di tutto ciò, esistono solo rimandi da un portale ad un altro, ma sempre del medesimo partito politico.
Si tenta di creare un pensiero gruppale che potremmo assimilare al comportamento di gruppo dei tifosi durante le partite di calcio, o del “popolino” all'interno dell'arena finché il leone sta sbranando il gladiatore di turno: si tenta insomma di creare un consenso non basato sull’informazione, bensì sull'emotività.

