domenica 25 novembre 2007

Io viaggio e quindi

Colombia: La Colombia, come si studia a scuola ma ancora più se si va a verificare di persona , è uno stato dell’America Latina che confina con il Venezuela, l’Equador,Perù, Panama ed in fine con il Brasile. Il cibo i colori di questo paese incantano , come credo tutti i paesi sud americani. Il territorio varia da catene montuose che superano i cinquemila metri alla barriera corallina di Cartagena. Frutta esotica , animali colorati , tutto ciò che serve ad un paese per essere un grande paese. Nel nostro immaginario collettivo , visto quello che ci viene somministrato dai media, la Colombia è uno stato sorretto sul commercio della coca (questa idea invece ci viene da Miami Vice), pericoloso, violento , dove il rapimento è all’ordine del giorno. Anch’io sono arrivato qua con questa idea e devo dire che non è del tutto esatta. Mi spiego. Ho fatto una piccola personale ricerca e ho scoperto che: si, il commercio della coca ha un giro di affari di un miliardo di dollari , però, circa la medesima cifra viene spesa per combatterlo. Per quanto riguardo la questione rapimenti , è meglio non andare nel cuore delle Ande colombiane in quanto il presidente attualmente in carica è riuscito nella difficilissima impresa di confinarvi i guerriglieri antigovernativi. La guerriglia, fino a sei anni fa, è stato il problema più grande del paese, essa aveva sotto controllo il mercato della coca e questa situazione è andata avanti fino a quando il governo colombiano ha deciso di affrontare con decisione e metodo la questione paramilitare. Per fare ciò, ha dato il via ad una campagna di autodenuncia, dove, chi si fosse costituito avrebbe ricevuto in cambio una nuova chance, una casa, un lavoro , un po’ di soldi. Molti hanno aderito e la popolazione ,ha accettato di buon grado il grande dispendio di risorse economiche, per averne in cambio un paese più sicuro. Parlando con i colombiani molti sono gli elogi che vengono elargiti al governo in quanto è parere comune , e secondo me corretto, è più costosa un guerra civile che costruire case. La battaglia per la demilitarizzazione del paese non è però completamente finita , ci sono ancora molti guerriglieri all’interno del paese ed il numero è stimato in 20000 unità, armati fino ai denti, tutti confinati nel cuore delle Ande e controllati dall’esercito. Il governo colombiano aveva studiato un piano per l’eliminazione fisica mediante un intervento militare combinato aereo e terrestre , però è stato fermato dall’ONU in quanto ritenuto, grazie a Dio , non rispettare la carta dei diritti dell’uomo. Tutto ciò , non deve però spaventare , tutto ciò sembra e secondo la popolazione è , sotto controllo e , soprattutto , un brutto ricordo. In effetti per quanto mi riguarda ho potuto godere di una città latina tranquilla come tante altre ne ho viste. Le persone sono molto gentili ,affabili, simpatiche, allegre ed orgogliose del loro paese. Coloro che ho incontrato scagionano al cento per cento la nomea che la Colombia si è guadagnato negli anni passati . Ancora molti sono i passi che questo paese deve fare per uscire dal gap in cui è stato gettato dall’instabilità passata ; House of freedom , ente che monitora la libertà dei popoli e la libertà di stampa da la Colombia come stato parzialmente libero. Pericolosa è in oltre la vicinanza con il Venezuela dove insiste ancora una dittatura militare diretta dal generale Chavez. La direzione è giusta la spinta del popolo è forte , tutto ciò è sintomo di voglia di libertà e voglia di togliersi di torno l’etichetta di essere un Colombiano._________________ma quante candele avrà consumato Mandela

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